04/09/2010 ore 21:42
Il Sagrantino elogiato nella newsletter “The Wine Advocate” edita dal critico americano Robert Parker
Il “Sagrantino” di Montefalco? Un gran vino, anzi grandi vini, secondo l’ultimo numero dell’edizione web della influentissima newsletter “The Wine Advocate”, edita dal grande critico enologico statunitense Robert Parker. In una lunga recensione, pubblicata dal giornalista americano di origine italiana Antonio Galloni nella sua rubrica “In the Cellar” (In Cantina), e dedicata ad un viaggio fra le eccellenze vitivinicole del Sud e del Centro Italia, al “Sagrantino” di Montefalco (in buona compagnia fra Cannonau, Nero d’Avola, Nerello Mascalese, Montepulciano, Negroamaro, Fiano di Avellino, Verdicchio, Vermentino e Carricante) vengono dedicate parole lusinghiere, cui corrispondono, nelle schede di degustazione dei vari vini, punteggi altrettanto confortanti. Nella classifica stilata da Galloni, quattro vini di Montefalco figurano tra i primi 10 dell’Italia del Centrosud, isole comprese, ed oltre 20 ottengono punteggi sopra i 90/100: a quota 94, ci sono due vini di Arnaldo Caprai, uno di Giampiero Bea ed uno di Milziade Antano. “Chi fra i nostri lettori si limitasse (quando si tratta d’Italia) ai vini del Piemonte, della Toscana e di altre regioni maggiormente conosciute nel mondo – ammonisce Antonio Galloni – si perderebbero alcuni fra i più entusiasmanti vini del pianeta”. E il Sagrantino è uno di questi: noto in passato come vino da dessert da bersi a soprattutto a Pasqua, oggi il Sagrantino è conosciuto come un vitigno che dà origine a grandi vini rossi secchi. “Marco Caprai – continua l’autore di “In the Cellar” – è il leader della moderna scuola di Montefalco, dove fra i suoi impeccabili vigneti sono di casa numerosi esperimenti sui cloni e dove la produzione del vino si svolge all’insegna della piena comprensione scientifica di questo complesso vitigno. Colpetròne e Tabarrini prediligono uno stile più aperto, dominato da sapori fruttati, di Sagrantino. Giampiero Bea è la quintessenza del tradizionalismo a Montefalco. I suoi vini sono al tempo stesso eterei e potenti. Milziade Antano è una grande fonte per sagrantini che mescolano elementi di scuole moderne e tradizionali, con una inclinazione al classico. E infine, il Sagrantino dolce di Montefalco, chiamato ‘passito’, è uno fra i migliori ed inimitabili vini italiani rossi da dessert, una sorta – spiega Galloni – di Recioto di Amarone con una vena più tannica”.
“Si tratta di un riconoscimento importante – dice Marco Caprai, produttore e presidente regionale di Confagricoltura – ad un territorio e al gioco di squadra chi ha fatto della ricerca dell’eccellenza la sua missione quotidiana. È anche la prova che la qualità e i risultati economici possono e devono andare di pari passo con la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, attraverso processi produttivi in armonia con la natura. L’agricoltura – sottolinea Caprai - deve mutare orientamento e paradigma, ed essere parte integrante, costitutiva della ‘green economy’”. Antonio Galloni sottolinea come nel suo viaggio per il Centrosud si sia imbattuto in molti vini “francamente deludenti”, a riprova che “c’è ancora molto lavoro da fare in queste regioni emergenti”, e questo – dice Marco Caprai – “dà ancor più valore alle valutazioni e ai punteggi che abbiamo ottenuto”.



12/7/2010 ore 0:45
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