26/06/2019 ore 15:02
Milano: al Bit il critico d'arte Philippe Daverio ricorda ai turisti che per visitare la nostra regione "ci vogliono almeno tre giorni"
“Il suggerimento che mi sento di dare a chi abbia voglia di venire in Umbria, e quindi anche agli addetti ai lavori del settore, così che possano tradurlo in opportune strategie turistiche, è di non farlo per meno di tre giorni”. Lo ha detto il giornalista, storico e critico d’arte Philippe Daverio, ospite alla “Bit” di Milano dello “stand” umbro, nella mattinata dedicata alla cultura. Autore, da par suo, di un intervento brillante e affabulatorio, che ha calamitato il pubblico presente e ripreso dalle telecamere di “UmbriaRegione tv”, per essere trasmesso la prossima settimana in uno speciale “format” da alcune emittenti private, Philippe Daverio ha spiegato che, per come è fatta l’Umbria, per la conformazione delle sue città e dei suoi territori, per i suoi paesaggi, per i suoi spazi, per la natura delle sue opere d’arte, per i suoi ritmi, “tre giorni sono il minimo indispensabile per chi voglia capire la regione e non essere fuorviato nella comprensione. L’Umbria infatti ha la particolarità che, anche quando non esistevano i mezzi di trasporto di oggi, qualsiasi località al suo interno poteva essere raggiunta o a piedi o a cavallo nello spazio di un solo giorno. Ciò fa sì che l’Umbria sia un ‘continuum’, una ‘città-regione’, che va visitata tutta insieme, per poterne ogni volta cogliere aspetti essenziali e particolari. Si dovrebbe poter andare nei suoi musei, anche solo per vedere una o due opere (così come ovunque nel mondo, evitando perdite di tempo e piedi gonfi), e poi godersi i sentieri, la natura, il suono dei dialetti, le trattorie che fanno sì che in Umbria si mangi mediamente molto bene. E dunque gli operatori turistici dovrebbero attrezzarsi – ha sottolineato Daverio -, per offrire pacchetti che tengano conto di questa circostanza”.
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22/2/2010 ore 15:37
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